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Tutta la vita davanti, film o triste realtà?

15/10/2019 Commenti
Tutta la vita davanti, film o triste realtà?

Amici buongiorno, a proposito di diritti, ieri ho rivisto con piacere un vecchio e piacevole film di Virzì "Tutta la vita davanti". Il focus del film è la surreale esperienza della brillante protagonista all'interno di un call center. Stanca di non ricevere proposte decenti e pertinenti al suo background universitario, decide di accettare un lavoro in un call center. Da timida ed impacciata si trasforma in una venditrice-sciacalla, inbruttendosi nei modi e nelle aspirazioni. Di fatto però, lei stessa è una vittima del sistema in quanto pur percependo gli aspetti amorali del suo lavoro, è costretta a farlo per necessità . Il film é un'estremizzazione, ma non penso nenache tanto lontana dalla realtà. Mi sono ricordata quando, negli anni 90, poco più che ragazzina mi capitò di lavorare in un call center per pagarmi gli studi. All'epoca non erano così diffusi e sicuramente il mercato era meno saturo. Tuttavia,a distanza di anni e con la consapevolezza odierna mi rendo conto che le pratiche che ci chiedevamo di seguire erano al limite della legalità, spingere al massimo per vendere, nessuna cura della privacy, per non parlare del fatto che fossimo tutte a nero e senza una paga base. Se non si vendeva non si guadagnava. Lavoravi anche 8h e tornavi a casa senza una lira. Io ero appena 18enne e poteva andar bene così (lavorai un paio di mesi),ma c'erano madri e padri di famiglia che loro malgrado si prestavano per "campare". Allora mi domando e chiedo: "la situazione nel 2019 sarà realmente cambiata?



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