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Quanto conta avere interessi comuni?

26/05/2019 Autore: AdminAle Commenti
Quanto conta avere interessi comuni?

Non c’è nulla di male ad avere gusti diversi, ma provare scarso interesse per le iniziative che propone il partner potrebbe mettere a rischio il rapporto. Ad esempio per 6 italiane su 10 un compagno senza interessi culturali alla lunga può far scoppiare la coppia. Ecco allora i consigli della psicoterapeuta Nicoletta Suppa su come condividere le passioni e quando invece fare un passo indietro Programmi per la serata? Tu vorresti un biglietto poltronissima per goderti uno spettacolo a teatro; lui invece sogna di sprofondare sul divano davanti a una partita di calcio. Non sempre si ha voglia di fare le stesse cose e non c’è nulla di male quando accade, ma provare scarso interesse per le iniziative che ti propone il partner potrebbe mettere a rischio il vostro rapporto. Secondo uno studio promosso da Libreriamo, per 6 italiane su 10 un compagno senza interessi culturali alla lunga può danneggiare la coppia facendola scoppiare. “Fare esperienze intellettuali assieme, come andare a vedere una mostra o assistere alla presentazione di un libro, rafforza sicuramente il legame tra di voi. Ma anche appassionarsi a una serie tv oppure praticare lo stesso sport ha la stessa valenza. Quello che conta è condividere un momento divertente e piacevole di vita insieme” spiega la psicoterapeuta Nicoletta Suppa. Se fare cose in due è fondamentale, perché stimola il rapporto, qual è la giusta misura per evitare di imporsi all’altro oppure di perdere il proprio spazio privato? E chi ha passioni opposte come si deve comportare? Ne abbiamo parlato con l’esperta che ci ha dato questi consigli.

Avere accanto un uomo con cui condividere passioni è importante o no? “Certamente, è uno dei fattori che fanno da collante alla coppia, insieme ai sentimenti e alla sessualità. È molto importante per i due partner ritagliarsi del tempo da trascorrere con attività definite "ludiche". Il motivo? È fondamentale divertirsi insieme e nutrire vicendevolmente la propria parte bambina”.

In che modo vanno coltivate le affinità? “La parole chiave è complicità. Avere in comune un hobby o uno sport consolida e aumenta l'intesa tra i partner, perché lo stare insieme si basa, oltre che su sentimenti stabili, anche sullo spartire qualcosa di personale con l'altro. Non c'è soddisfazione più grande che vedere il nostro compagno gioire con noi, emozionarsi con noi, magari proprio perché ha accettato di sperimentare qualcosa che gli abbiamo proposto. D'altronde quando scopriamo qualcosa che ci piace, siamo portate a volerlo condividere con la persona che amiamo”.

Fare qualcosa assieme al proprio compagno, che valore aggiunto porta alla coppia? “Oltre a rafforzare l'intesa, ha anche la funzione di renderci più sicuri e considerati. Se vediamo che il nostro uomo è interessato a ciò che facciamo e a ciò che ci piace, ci sentiamo valorizzate. Spesso capita di scoprire un nuovo interesse o di parlare di un nuovo argomento e notare la curiosità dell'altro per ciò che stiamo facendo. Questo è importante perché ci fa capire che il partner ci osserva, nota i nostri cambiamenti, è attento ai nostri interessi ed è felice dei nostri entusiasmi”.

C’è un rovescio della medaglia, un aspetto negativo nel condividere gli stessi interessi? “Quando si esagera e si pretende di dover fare tutto assieme. Se è importante trovare tanti punti in comune, è altrettanto fondamentale mantenere degli ambiti personali, solo nostri. Si rischia altrimenti di entrare in simbiosi con l'altro, perdendo i propri spazi privati. All'inizio della relazione potrebbe addirittura essere desiderabile avere molte passioni in comune, ma alla lunga può diventare un problema. Uno dei due potrebbe sentirsi soffocato in un rapporto che non contempla più un'individualità. In questo modo, i momenti di condivisione, che all'inizio erano il collante per la coppia, diventano routine o peggio ancora strettoie”.

E quando invece gli interessi non collimano per niente? “Spesso ci troviamo di fronte a coppie che sembrano "male assortite", perché i partner sono profondamente diversi: ad esempio, uno è sportivo e l'altro pantofolaio. Non è detto che questa relazione non possa funzionare nella quotidianità, perché quello che conta è avere uno "spazio comune", che sia ad esempio lo stesso modo di intendere la vita a due: si sta insieme, ma si può anche conservare una sfera individuale. In questo modo si trova un equilibrio. Viceversa, se manca questa zona condivisa e se i relativi interessi sono così diversi e soprattutto impegnativi, allora si rischia di non avere abbastanza tempo da passare insieme, perché ognuno è preso dalle sue cose. Questo, alla lunga, allontana e separa”.

Qual è la migliore via di mezzo? “È necessario che la sfera individuale non sia off-limits per il partner. Anche se non vuole vivere con noi una cosa che ci appassiona, possiamo comunque parlarne, perché potrebbe esserne comunque incuriosito, anche se non vuole praticarla. È fondamentale non tenerlo fuori, ma raccontarla. Allo stesso modo, quando vediamo che l'altro si sta entusiasmando a qualcosa che a noi non piace, cerchiamo di non disinteressarci totalmente all'argomento, piuttosto ogni tanto facciamo qualche domanda per sapere di che si tratta. Questo è indispensabile per il discorso del sentirsi e del far sentire l'altro considerato e amato”.

C’è un modo per invogliare il proprio compagno a fare una cosa che noi amiamo e a cui lui risponde invece sempre picche, anche se non l’ha mai provata? “Bisognerebbe trovare un aspetto di quell'attività che possa gratificarlo o incuriosirlo. Molte volte un "no" è una presa di posizione o semplicemente è dettato da un'idea falsata che il partner si è fatto sul nostro interesse. Se così fosse, potrebbe essere utile per stuzzicarlo, raccontargli come ci sentiamo noi quando dedichiamo tempo alla nostra passione, le sensazioni piacevoli che proviamo. Ricordiamoci però che c'è un limite: la differenza individuale. Non diamo per scontato che quello che piace a noi debba piacere anche al nostro compagno, e proviamo a pensare che l'altro possa avere priorità diverse”.

Alcune volte per lui può essere un vero sacrificio e anche se accetta, in fondo in fondo lo fa controvoglia… “In questo caso, dobbiamo essere pronte a fare un piccolo passo indietro e smetterla di forzarlo, perché non è necessario fare tutto insieme. Potremmo cercare qualcosa di diverso da vivere con il nostro uomo, che piaccia realmente a entrambi, senza pretendere di cambiare i suoi gusti. Questa è una scelta saggia anche per noi stesse, perché superato il primo momento di soddisfazione del condividere, ci accorgiamo presto che l'altro non ha il nostro stesso entusiasmo e questo farà divertire meno anche noi. La soluzione potrebbe essere quella di approfittarne per ritagliarsi uno spazio personale. Oppure scegliere un'amica con cui vivere quel particolare interesse che il proprio partner non ama”.

C’è un modo per dargli il buon esempio? “Certo, provando ad avvicinarsi ai suoi interessi. Mai pensare che le cose debbano cambiare in maniera unidirezionale: se vogliamo condividere di più, questa innanzitutto è una nostra esigenza, quindi siamo noi a dover fare il primo passo. Proviamo a fargli delle domande su ciò che ama, una passione per la quale non abbiamo mai provato curiosità. Questo lo farà sentire importante e noi potremmo scoprire qualche aspetto della cosa che ci piace”.

di Veronica Mazza Fonte: https://d.repubblica.it/lifestyle/2017/01/27/news/affinita_di_coppia_relazioni_durata_matrimonio-3381526/ 27 Gennaio 2017



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